L’intesa con Hengli Heavy Industries rafforzerebbe il programma di rinnovo della flotta con consegne previste dal 2029
Ginevra – Mediterranean Shipping Company (Msc) sarebbe pronta a compiere un nuovo importante investimento nel rinnovo della flotta. Secondo quanto riferiscono alcuni broker navali europei, la compagnia controllata dalla famiglia Aponte sarebbe vicina a un accordo con il cantiere cinese Hengli Heavy Industries per la costruzione di fino a 20 portacontainer da 20.000 teu alimentate a doppio combustibile Gnl (Lng dual fuel), comprese alcune unità opzionali. Le prime consegne sarebbero previste nella prima metà del 2029. Al momento, tuttavia, la compagnia non ha rilasciato commenti ufficiali sull’operazione.
Se confermato, si tratterebbe del primo grande ordine di nuove costruzioni nel segmento container effettuato da Msc nel 2026, dopo la recente espansione nel mercato delle petroliere Vlcc, dove il gruppo ha rafforzato la propria presenza anche attraverso la collaborazione con Sinokor.
L’eventuale commessa consoliderebbe inoltre il rapporto tra Msce Hengli Heavy Industries. Dal 2024 la compagnia ha già affidato al cantiere cinese la costruzione di numerose portacontainer con capacità compresa tra 21.000 e 24.000 teu, con consegne programmate tra il 2027 e il 2029.
Msc continua intanto a rafforzare la propria leadership mondiale nel trasporto marittimo di container. Secondo i dati di Alphaliner, il gruppo dispone di una flotta di 999 navi, di cui 753 di proprietà e 246 a noleggio, mentre altre 134 unità sono attualmente in costruzione. Nelle scorse settimane la compagnia ha inoltre raggiunto il traguardo simbolico delle 1.000 navi operative.
L’eventuale nuovo ordine si inserisce in un mercato delle nuove costruzioni che, pur rallentando leggermente rispetto ai livelli record dello scorso anno, continua a mantenersi su volumi molto elevati. Secondo Clarksons, nei primi cinque mesi del 2026 sono state ordinate 310 portacontainer per complessive 9,6 milioni di tonnellate di stazza compensata, un dato inferiore del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025.




