Registri nazionali, la Liberia domina i mari

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La Liberia supera Panama nel valore della flotta registrata e la Cina consolida il primato nella proprietà effettiva, riducendo l’influenza di USA ed Europa. Sono queste le due principali novità che emergono dai dati dell’UNCTAD aggiornati a giugno.

Il paese dell’Africa occidentale vola al 15,35% di market share (+2% sul 2025 e +3% sul 2024), strappando il primato a Panama, la cui quota è invece crollata progressivamente dal 12,74% del 2024 all’11,78% del 2025 fino al 10,82% del 2026.

Altro paese ad aver fatto registrato un corposo incremento nella propria quota di mercato è stato Singapore: la città Stato è salita dal 6,59% di market share del 2025 all’8,24% di quest’anno.

Si attestano invece attorno al 10,74% di market share le Isole Marshall, con una rappresentanza che è rimasta quasi invariata rispetto al 2024 (1o,72%) ma che è calata drasticamente rispetto al 2024, quando avevano toccato l’11,87% di market share.

Hong Kong scende invece dal 6 al 5% in due anni.

Complessivamente,questi cinque registri nazionali rappresentano il 58% della capacità di carico globale e includono navi di proprietà di compagnie di tutto il mondo.

Considerando la forte attenzione politica che le navi registrate negli Stati Uniti hanno ricevuto nel dibattito interno statunitense nell’ultimo anno, va notato che la quota di navi (per valore) iscritte nel registro USA è scesa dallo 0,98% allo 0,88% tra il 2025 e il 2026.

In Europa la fa da padrona Malta. Il 6,32% della flotta globale è registrata qui, con un trend stabile rispetto ai due anni precedenti (6,04 a el 6,29%).

La quota delle navi registrate in Italia si attesta attorno all’1,22%,confermando una parabola discendente che dura da tre anni (1,72% nel 2023, 1,50% nel 2024 e 1,36% nel 2025).

L’UNCTAD fornisce dati anche sulla quota della flotta globale in base alla proprietà effettiva (beneficial ownership) per ciascun Paese. Confrontando il 2026 con il 2019, prima della pandemia, si notano cambiamenti sostanziali:

Il principale aumento di proprietà si registra in Cina. Il Paese della Grande Muraglia è passato dall’8,9% del 2019 al 12,6% del 2026, consolidando il primato mondiale.

Singapore sale dal 4,9% del periodo pre-pandemico all’attuale 6,9%. In crescita negli ultimi sette anni anche la Corea del Sud, che è salita dal 2,8 al 3,8% e la Svizzera, che ha visto crescere la propria quota percentuale di 1,3 punti percentuali, dal 2 al 3,3%.

Gli Stati Uniti hanno invece registrato una flessione piuttosto marcata tra il 2019 e il 2026, scendendo dal 9,7 al 6,8%.

In calo anche Norvegia (dal 5,8% al 3,7%), Germania (dal 4,7% al 3,4%) e le Isole Bermuda (dal 2,9% al 1,6%).

La Grecia resta la principale superpotenza marittima europea: si attestaal 10,95% (era al 10,24% nel 2019), mostrando una leggera crescita rispetto al 2025 (+0,3%), ma un calo di quasi un punto sul 2024.

Il Giappone è fermo al 9,63%, nel 2019 si trovava al 10,11%.

In termini di tonnellaggio, il 56% della capacità di carico mondiale, espressa in tonnellate di portata lorda (dwt), è detenuto da compagnie asiatiche, con la Cina (377 milioni di dwt) e il Giappone (243 milioni di dwt) che ne possiedono quote significative. La singola economia con la maggiore capacità di navi di proprietà è la Grecia (397 milioni di dwt). In totale, le compagnie europee possiedono il 34% della capacità di carico globale, mentre il 4% è di proprietà del Nord America. Le altre regioni geografiche registrano quote marginali. Escludendo la Cina, solo il 29% della proprietà effettiva fa capo a economie in via di sviluppo.