L’Europa dovrebbe muoversi verso una regolamentazione globale per la decarbonizzazione dell’industria dello shipping
Le entrate generate dal sistema ETS di scambio di quote di emissioni dell’Unione Europea dovrebbero essere reinvestite nel trasporto marittimo e l’Europa dovrebbe muoversi verso una regolamentazione globale per la decarbonizzazione dell’industria dello shipping da definirsi in seno all’International Maritime Organization (Imo). Sono le richieste giunte dagli armatori spagnoli che nei giorni scorsi a Madrid hanno tenuto l’assemblea della loro associazione Anave.
Secondo i dati resi noti dalla Commissione Ue, nel primo anno di attuazione del sistema le compagnie di navigazione soggette all’amministrazione spagnola hanno ceduto oltre cinque milioni di quote di emissione, per un valore approssimativo di 380 milioni di euro e le proiezioni indicano un totale di oltre cinque miliardi di euro entro il 2030. Il presidente dell’Anave, Vicente Boluda Fos, ha denunciato che, al contrario, il piano nazionale spagnolo di decarbonizzazione del trasporto marittimo prevede di erogare allo shipping solo 250 milioni di euro tra il 2026 e il 2030.
Boluda ha sostenuto che il rilascio delle risorse consentirebbe al settore di finanziare il rinnovo delle navi, l’adattamento delle imbarcazioni esistenti, l’efficienza energetica, i combustibili rinnovabili, i sistemi OPS e la riduzione del differenziale di costo delle alternative a basse emissioni. Inoltre, ha auspicato che gli aiuti siano strutturati nell’ambito di quadri normativi agili e tecnologicamente neutri, adattati alle realtà della flotta, sia per le navi di nuova costruzione che per l’adattamento di quelle già in servizio.



